Le vie di Firenze raccontano tante piccole storie, e quasi sempre il loro nome è legato a queste. Non fa certo eccezione via dell’Amorino che, in tempi antichi si chiamava via dell’Amoricchio. Entrambi i nomi sono comunque diminutivi di Amore. Via dell’Amore si chiamava, ai tempi dei tempi, l’attuale Via Sant’Antonino.

Al di là delle facili suggestioni che ci portano ad immaginare la presenza in questi luoghi di qualche casa di tolleranza (che peraltro c’era), sembra che il nome sia legato ad una vicenda che qui accadde.

Messer Nicia Falcucci abitava in questa via con la moglie Lucrezia, donna molto bella che da tempo era desiderata da Callimaco dei Guadagni. Poiché la coppia non riusciva ad avere figli, Nicia incolpava continuamente la moglie di essere sterile. Callimaco, che aveva saputo del fatto, prese la palla al balzo e, con la complicità di un amico, Ligurio, si presentò un giorno a Nicia dicendogli di essere a conoscenza di un metodo infallibile per guarire la sterilità di Lucrezia.

Si trattava della mandragola, una pianta con virtù magiche; Nicia non doveva fare altro che prepararne un infuso e farlo bere alla moglie, che sarebbe così guarita dalla sterilità. C’era soltanto una “piccola” controindicazione: il primo uomo che avesse avuto rapporti sessuali con Lucrezia dopo l’assunzione dell’infuso di mandragola, sarebbe morto.

Mandragola TestoNicia era talmente desideroso di avere un erede che acconsentì a tale pratica, soprattutto dopo che Ligurio gli ebbe prospettata la soluzione ideale per evitare il pericolo di morte. Sarebbe stato sufficiente trovare un qualsiasi garzone da far giacere con Lucrezia ed il problema sarebbe stato risolto.

Nicia pertanto affidò a Ligurio il compito di trovare la vittima sacrificale. Ovviamente, Ligurio era già d’accordo con Callimaco che, travestito da garzone, riuscì a trascorrere la notte con Lucrezia la quale, non appena lo riconobbe, acconsentì a diventare la sua amante.

La vicenda venne risaputa in tutta Firenze, che ne rise in abbondanza, e si dice che sia stata la fonte di ispirazione per la commedia “La Mandragola” di Machiavelli.

Gabriella Bazzani
Le origini della Mandragola

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