A partire dal Tredicesimo secolo in mezzo alle liti, alle discordie tra le famiglie dei guelfi e dei ghibellini si udivano in Firenze, come in altre città italiane, i canti di laudi sacre di confraternite o compagnie di uomini e donne laici che , mossi da spirito religioso ed antieretico, si adunavano nelle chiese per svolgere pratiche di pietà e di penitenza e poi giravano per le vie, intonando semplici canti in lode di Dio, della Vergine e dei Santi. Cantavano preghiere liturgiche e laudi in volgare e da questa pratica, che durò per quasi tre secoli, i componenti delle varie confraternite presero il nome di Laudesi.

Importane era la compagnia Maggiore de’ Laudesi della Beata Vergine Maria, fondata nel 1183, che aveva il suo oratorio nel centro della città, vicino all’ingresso di Santa Reparata, dove un giorno sarebbe stato edificato il campanile di Giotto. Molti membri della Compagnia Maggiore appartenevano alle più nobili famiglie di Firenze e da qui uscirono i Sette Santi fondatori dell’ Ordine dei Servi di Maria.

Altre compagnie di Laudesi erano dette di Santa Maria del Fiore e d’Or San Michele, di Santa Maria Novella, del Carmine e di Santa Maria Maggiore. Vi era poi la Compagnia de’ Penitenti e Battuti de’ Servi, famosa per la penitenza ed un ‘altra, che ebbe inizio nel 1268, si chiamava la Compagnia de’ Raccomandati ed aveva per insegna una croce bianca e rossa, donde il nome anche di Compagnia della Crocetta. Quest’ultima era solita radunarsi in un oratorio sulla piazza di Sant’Egidio. In Santo Spirito si adunava la compagnia del Piccione, che meglio sarebbe stata denominarla della Colomba, alludendo al noto simbolo dello Spirito Santo.

Famosa era in quel tempo la compagnia del Ceppo, formatasi presso l’Ospedale dei Santi Iacopo e Filippo in via delle Torricelle (ora via Tripoli). E il nome di Ceppo, che fu proprio non solo di questa, ma anche di altre confraternite, veniva dall’uso di raccogliere le offerte da impiegarsi a scopo di carità, dentro un tronco d’albero con una fessura nel mezzo per buttarvi i denari. E’ la prima forma delle nostre cassette da elemosine. La detta Compagnia rimase in via delle Torricelle fino al secolo XVI, poi fu trasferita in via dei Pandolfini, dove edificò la chiesa che anche oggi sussiste, con il nome di San Niccolò del Ceppo.

I documenti del tempo ci hanno tramandato alcune di quelle liriche devote che cantavano i Laudesi, non perfette nella forma, ma piene di naturalezza e d’affetto nella loro semplicità. Eccone due delle più antiche indirizzate alla Vergine:

1

Benedetta sie tu e laudata,

alta Regina incoronata:

più se’ degna de laudare

che lingua non porìa cantare,

alta Regina imperiale

sovra gli Angeli esaltata.

2

Altissima stella lucente,

di noi sempre vi sia a mente,

stella chiara matutina,

che risplendi più che dia,

sovr’ ogn’ altra se’ regina,

Madre di dio onnipotente.

Marta Questa

I Laudesi in Firenze.

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