I barbieri sono chiusi di lunedì, beh detto così suona normale, ma perché proprio di lunedì? Forse perché sono aperti la domenica come le parrucchiere, per sistemare barba e capelli in occasione del giorno di festa per le cerimonie? Quindi si riposano giustamente il giorno dopo?

Ebbene, siamo nel 1742 a Firenze e in via San Cristofano, vicino la chiesa di Santa Croce, in un appartamento, fu trovato un corpo di donna senza vita. Il cadavere era di una prostituta, tale Mariuccia ed era una cameriera napoletana che non trovando lavoro, ed essendo assai bella, si era messa a fare il mestiere più antico del mondo.

Ora giaceva riversa sul pavimento orribilmente sgozzata in una pozza di sangue, la poverina non era riuscita a gridare ed era crollata prima di arrivare alla finestra per chiedere aiuto.

Furono chiamati i poliziotti che all’epoca si chiamavano birri, (da birrus ovvero rosso) in quanto prendono il nome da un mantello di colore rosso che indossavano già dal medioevo con lo scopo di farsi riconoscere. Non esistevano le uniformi, ne per polizia ne per eserciti, queste compariranno solo nel 1700. Da Birri la deformazione in sbirri (anche sbricco o sgherro).

Tornando al fatto. Ovviamente non furono trovate prove ne testimoni che riconducessero ad un colpevole o ad un sospettato, nonostante i burri fossero riusciti a risalire a tutti i “clienti” della donna. I birri, dopo lunghe ricerche ed indagini, ritrovarono sul banco di un mercante ebreo una sottana di tulle usata dalla vittima.

Grazie a questo ritrovamento i birri risalirono a chi lo avevo portato al banco, il sospettato si chiamava Antonio Di Vittorio Giani, la sua professione era quella del barbiere e aveva la bottega nella zona di via Romana, vicino al portone del convento di Annalena.

Il giovane, che aveva 22 anni, venne interrogato e confessò l’omicidio, perpetrato a causa di un raptus di gelosia nei confronti della prostituta.

L’undici giugno di quell’anno il giovane fu condannato all’impiccagione fuori Porta Croce, ovviamente per l’occasione, accorse una grande folla, nella quale vi erano anche molti suoi colleghi che per poter assistere all’esecuzione dovettero chiudere le loro botteghe.

Cosa centra tutto questo con il lunedì? Beh, l’impiccagione cadde proprio in quel giorno della settimana, si proprio di lunedì!

Dopo l’esecuzione, forse per scaramanzia, perché un giorno ormai nefasto, per rispetto alla vittima, o ancora per mantenere le distanze da quel gesto compiuto da un collega, i barbieri decisero di tenere chiusa la loro attività il primo giorno della settimana.

Riccardo Massaro
Il lunedì, giorno di chiusura per i barbieri.
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2 pensieri su “Il lunedì, giorno di chiusura per i barbieri.

  • 14 Gennaio 2019 alle 17:31
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    Mi sembra che la data del fatto sia sbagliata: é forse accaduto nel 1472 ?

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