Questa antichissima insegna era posta sull’uscio delle botteghe dei “Cerusici” fin dal tardo 1200. A Roma il “tonsor” era un professionista molto pagato e apprezzato grazie alla particolare cura che i romani dedicavano a viso, barba e capelli. Nel medioevo i barbieri ebbero altre importanti mansioni, come quelle di estrarre i denti, ricomporre fratture e altre piccole operazioni non di competenza dei chirurghi. Ma l’attività più importante era certamente quella del “salasso” e il bastone ne rappresentava appunto le varie fasi: il palo bianco era il bastone che il paziente stringeva durante il salasso, le strisce rosse erano le bande insanguinate che venivano appese ad asciugare e il pomello di bronzo era il vaso in cui si raccoglieva il sangue. Fu un ingegnoso modo di pubblicizzare la propria attività. Le fasce azzurre vennero introdotte solo in epoca successiva e stavano a indicare le vene sporgenti.
(da “ADAGI, MA NON TROPPO” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Il palo del barbiere
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