Forse questo nome non vi evoca particolari emozioni, ma se la chiamassi col nome che ha adesso, credo non esista persona che possa dire di non averla mangiata…
L’origine di questa zuppa dolce va ricercata alla fine del 1600, quando il Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici giunse in visita alla città di Siena.
I senesi cercavano qualcosa da offrire in dono al Granduca.
I soliti bene informati narravano di vicende matrimoniali assai complicate: il Granduca si era sposato con Margherita Luisa d’Orléans, cugina del re Luigi XIV, la quale era famosa per avere la puzza sotto al naso.
Voci di corridoio narravano che il Granduca fosse vittima di un matrimonio un po’ tiepidino, e lascio alla vostra immaginazione indovinare i dettagli di ciò che non succedeva tra le lenzuola del Granducato.
Un pasticcere sfruttò il pettegolezzo a suo favore, realizzando un dolce dagli ingredienti energetici, di quelli che conferiscono il ristoro necessario per affrontare anche le notti… più fredde.
Così savoiardi, crema e caffè furono serviti al Granduca con tutti i salamelecchi del caso e le dovute ruffianerie.
Lui ne rimase affascinato.
“La zuppa del duca“, l’antico nome del dolce, conquistò il palato e il cuore del Granduca di Toscana che decise di portarsi appresso la ricetta, onde evitare di restare a secco di zuppa, sia mai.
Di lì a breve venne fatta conoscere tra gli intellettuali dell’epoca, diventando uno dei dolci più apprezzati.
Fu così che la “Zuppa del Duca” divenne famosa e oltrepassò i confini del Granducato per approdare a Treviso e infine a Venezia dove diventò il dolce prediletto dai cortigiani, poiché gli si attribuivano proprietà eccitanti e afrodisiache, tanto che si diffuse l’abitudine di consumarne abbondanti porzioni prima di ogni incontro amoroso.
Ecco che la “zuppa del duca” cambiò nome e prese quello
decisamente allusivo ed ammiccante di “Tiramisù”.

Gabriella Bazzani
La zuppa del Duca
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