L’articolo che segue riguarda un particolare aspetto di Leonardo da Vinci nell’insolito ruolo di autore di una Dieta e di Marsilio Ficino con il suo Biancomangiare, proposti ai loro contemporanei come modo di comportarsi ed alimentarsi in modo corretto e soprattutto sano. Ancora una volta due dei tanti mostri sacri del rinascimento italiano e fiorentino sono stati in grado di sorprenderci con “episodi” che credo sinceramente siano sconosciuti ai più e che mi hanno curiosamente appassionato..

Questo articolo, come altri che seguiranno,, rappresenta la continuazione del percorso che ho ipotizzato di fare utilizzando il titolo Metti una sera a cena, preso in prestito da un film degli anni 60, come premessa agli articoli che mi porteranno a raccontare sia il passato che il presente. Lo utilizzerò anche in altre situazioni perché credo che la convivialità possa rappresentare aspetti di amichevoli disquisizioni tranquillamente seduti ad una tavola con amici reali o virtuali, disquisizioni che oltre al cibo, potranno spaziare in altri settori di “varia umanità” come teatro, pittura, fotografia, ecc.

Metti una sera a cena raccontando la Dieta di Leonardo da Vinci e il Biancomangiare di Marsilio Ficino

Fra gli argomenti che tornano alla ribalta ogni anno con l’avvicinarsi dell’estate c’è quello della famigerata prova costume. Minivestiti e short che lasciano in mostra le gambe, top che arrivano sopra l’ombelico. E, naturalmente, l’irrinunciabile bikini.

Per avere un fisico da sfoggiare al mare bisogna sottoporsi a una dieta che permetta di perdere i chili in eccesso. Riconquistare la forma fisica e riuscire a rientrare in quei jeans è “annualmente una mission spesso ritenuta impossibile visto che necessita di sforzi, costanza e tantissimi sacrifici.

Antica bilancia pesa persone

Addome piatto, pelle soda, vita stretta. Sui social, sui media, ovunque, si moltiplicano le proposte di chi assicura di riuscire a far ritrovare la forma fisica persa in inverno. Fino a poco tempo fa a preoccuparsi erano solo le donne, oggi anche gli uomini si organizzano dando spesso seguito oltre alle palestre, ai più disparati e ciarlataneschi progetti per un dimagrimento veloce, risultati immediati senza troppi sacrifici anche attraverso l’utilizzo di prodotti miracolosi. Non per tutti, ma per tanti di noi questo “momento della verità” è vissuto come un vero e proprio incubo!

Comunque non preoccupatevi, l’estate è già passata e quello che mi preparo a raccontare non riguarda questa situazione che ormai si ripete anno dopo anno , ma la proposta di un genio famoso in tutto il mondo che nel rinascimento italiano e fiorentino oltre a dilettarsi di cucina, in verità con poco successo, ha scritto una poesia in endecasillabi, dove riassume la sua visione sulla dieta corretta che dovremmo seguire perché può essere considerata valida anche oggi.

Architetto, scultore, pittore, scenografo, zoologo, botanico, astronomo, poeta, musicista, progettista, ottico, esperto del volo, di strumenti musicali, di idraulica, geometria, matematica, l’immenso Leonardo si è occupato molto anche del tema alimentare con una visione sana, attuale e completamente condivisibile.

Le indicazioni lasciate da Leonardo Da Vinci sembrano un richiamo del passato a cambiare rotta: viviamo oggi in un periodo in cui parla molto, troppo, di mangiare e di bere, con i media cartacei e televisivi che hanno rubriche di ricette, reality, ecc., senza tener conto di una possibile e conseguente obesità con riflessi sicuramente negativi anche sul piano sanitario.
Questa “unica” poesia scritta da Leonardo in endecasillabi è stata scoperta sul Codice Atlantico, in un museo di Roma, come nota databile fra il 1515 e il 1516, a margine di un suo disegno. Passata probabilmente inosservata tra le migliaia di scritti, a chiusura della nota la chiama “dieta” ben sapendo che questa parola in greco significa “stile di vita”.

La consigliava ai suoi contemporanei del Rinascimento senza riduzioni di calorie, principi vegetariani o altro, ma proponendo un modo di alimentarsi, di comportarsi e di agire, ancora valido oggi dopo cinquecento anni!.

Non un ”mangiar meno”, ma un “come vivere meglio”.

Sicuramente nei cinquecento anni che ci separano da lui, abbiamo acquisito nozioni sul metabolismo, fisiologia, antropologia, riuscendo a scoprire anche su come interagisce il corpo umano in molte situazioni. Abbiamo fatto progressi enormi anche per quanto riguarda la scienza dell’alimentazione, progressi sicuramente finalizzati al benessere dell’uomo ma come non meravigliarsi di quei principi che Lui, genio incommensurabile, ha condensato, descritto e raccomandato con grande anticipo?

E, di seguito, ripropongo la sua “poetica” dieta lasciando le note originali poste da Marco Biffani, autore insieme al nutrizionista Alfredo Iannello del libro Leonardo Da Vinci e la dieta Mediterranea” (collana Ben-essere, Edizioni Amrita).

Se voi star sano, osser(v)a questa norma

non mangiar sanza voglia e cena leve,

Un probabile suggerimento a non mangiar fuori pasto e a limitarsi nella cena (sano e condivisibile. Ricordate la raccomandazione dei villici: “Colazione da Re, pranzo da Principe, cena da pezzente”)

mastica bene e quel che in te riceve

sia ben cotto e di semplice forma.

Si faccia avanti chi è contrario!

Chi medicina piglia mal s’informa

Nella Scuola Salernitana medioevale curavano i “mali” con i salassi. Studioso delle erbe medicamentose, profondo conoscitore del corpo umano, era una specie di medico-stregone anche lui ed evidentemente disapprovava non tanto i medici, quanto quella medicina!

Guarti dall’ira e fuggi l’aria grieve

Vuoi forse beccarti un infarto arrabbiandoti, o intossicarti, magari fumando o frequentando ambienti insalubri? Sottoscrivo. Anche se avesse solamente voluto metterci in guardia dal tenersi lontani da situazioni litigiose. O dal non farsi coinvolgere in alterchi o risse.

Su diritto sta quando da mensa leve

Se lasci la sedia “sbarellando” hai mangiato troppo (male!), o sei ebbro (ancora peggio!)

di mezzogiorno fa che tu non dorma

Non fare il posapiano o addirittura il fannullone. Datti da fare nella vita! Sii attivo!

Poi passa a bacchettare l’ubriachezza, suggerendo:

El vin sia temperato, poco e spesso

non for de pasto né a stommaco voto.

Come non essere d’accordo. La dipendenza patologica dal vino è sempre stata – nei secoli – una delle più frequenti cause di malesseri, malattie e morti. Lui la vede dal punto di vista fisiologico.

Non aspettar né indugiar il cesso

Vorrei conoscere un medico che non sia d’accordo!

Se fai esercizio, sia di picciol moto:

Aveva già intuito che è meglio il footing dello jogging!

Col ventre resuppino e col capo depresso

non star, e sta coperto ben di notte.

L’ho interpretato come il suggerimento a non dormire a pancia sotto e a faccia in giù. Comunque, a riguardarsi. In tal caso aderisco appieno

El capo ti posa e tien la mente lieta.

Delicato invito a non stancarsi troppo ed a vivere lietamente. Pur non essendo un uomo di lettere (cosa di cui si è sempre lamentato), non era lontano dal“Carpe diem” delle Odi di Orazio

Fuggi lussuria e attienti alla dieta

Finalmente la chiama “dieta”. Qualcuno, oggi, non sarà d’accordo su questo tasto, ma vivaddio è un suggerimento a moderarsi. A non spendersi troppo

Prima di chiudere, una curiosità riferibile ancora al periodo rinascimentale relativa all’espressione coniata da Marsilio Ficino nel 1489 conosciuta come Biancomangiare, modernamente traducibile nel mangiare in bianco che sicuramente ciascuno di noi l’avrà ascoltata e “mal digerita” da parte del proprio medico, decine e decine di volte!

Marsilio Ficino, filosofo e alchimista diede una precisa definizione del Biancomangiare, quando nel 1489 dedicò a Lorenzo de Medici un trattato nel quale descriveva i quattro umori presenti nel corpo umano (acqua, aria, fuoco e bile nera) specificando come dal loro giusto equilibrio, secondo un’antica credenza, dipendesse un buon stato di salute. Per cercare di sanare gli effetti della“bile nera” prodotta in eccesso da coloro che erano dediti al lavoro intellettuale, con scarsa attività fisica, effetti che causavano disturbi e patologie, si rendevano necessari rimedi per disintossicarsi, applicando salassi, utilizzando purganti e trattamenti “depurativi” oltre, chiaramente, dedicandosi ad una alimentazione adatta, appunto, come il Biancomangiare. In questa dieta erano vietati tutti gli alimenti di colore scuro, secco, duro o bruciato mentre andavano privilegiati salutari sostanze di colore chiaro e morbido con Marsilio Ficino che prediligeva cibi lattiginosi, il cervello e il midollo di animali giovani, fino al latte di mandorla e al marzapane e il vino bianco leggero.

E, oggi che significa davvero mangiare in bianco? Mangiare in bianco significa seguire una dieta leggera, che elimini tutti i cibi che digeriamo con più fatica basandosi essenzialmente su pochi e semplici ingredienti come riso, patate, carne bianca, pesce, pasta, tutti rigorosamente senza i condimenti. E, come nel passato, l’unica cosa importante, il colore!.

Bianco, di quel candore che hanno le cose buone!

Si chiama dieta salutare perché a certi cibi devi dire addio. (Anonimo) Cerco di perdere peso… ma lui continua a trovarmi. (Anonimo)

Alessandro Nelli
Metti una sera a cena raccontando la Dieta di Leonardo da Vinci e il Biancomangiare di Marsilio Ficino

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