Attualmente la via che partendo da piazza Santa Croce arriva sino a Piazza Piave è divisa in tre tratti,  Largo Bargellini seguito poi da Via San Giuseppe e poi da via dei Malcontenti. I nomi attuali però non erano gli stessi negli anni passati ed è impossibile ricostruirne i precedenti se non prendendo in considerazione l’estensione di tutta la via.

Una parte di questo articolo lo ritrovate pari pari su wikipedia dato che io stesso ne ho aggiornato le pagine.

La via, intesa come estensione da Santa Croce a Piazza Piave aveva un unico nome e si chiamava via del Tempio. La ragione di questo nome deriva probabilmente dal fatto che la via, uscendo dalla città, era direzionata verso un antico Tempio Pagano posizionato oltre l’attuale Piazza Piave, probabilmente dove è l’attuale Lungarno del Tempio. Inoltre, da segnalare che, tutta l’area di Santa Croce era chiamata, in passato, “al Tempio” come ricorda anche Gio. Battista Uccelli nella sua Lezione recitata il 27 gennaio 1861 alla Società Colombaria dal titolo “Della Compagnia di S. Maria della Croce al Tempio” (Firenze Tipografia Calasanziana 1861). In questa lezione l’Uccelli cita una provvisione della signoria del 30 giugno 1318 in cui si ordina di terminare il Carcere delle Stinche nell’area indicata come al Tempio (pag. 8). L’area era probabilmente chiamata “al Tempio” per la presenza di un Tempio Templare nell’area occupata dall’attuale Cappella de’ Pazzi e Biblioteca Nazionale. Infine ricordiamo che il famoso ‘spedale templare che molti collocano all’esterno delle mura fiorentine, più o meno fra porta del Re e porta Santa Candida (oggi Porta alla Croce) era in realtà posizionato entro le mura e precisamente in via del Tempio agli attuali civici di via San Giuseppe dall’8 al 14.

Il Nome della via cambiò dopo il 1307 a causa, probabilmente, della soppressione dell’Ordine Templare ad opera di Clemente V. I nomi che si susseguono sono di difficile collocazione nel tempo ed inoltre sono diversi e frazionano la via in più parti.

Da piazza Santa Croce fino a via de’ Macci (all’epoca via San Francesco) prese il nome di via del Crocifisso. Interessante il Canto del Ramerino fra l’attuale via San Giuseppe e Borgo Allegri, canto che probabilmente prende il nome dall’omonima pianta che probabilmente in quel punto formava una grossa siepe, tanto che Borgo Allegri prima si chiamava via del Ramerino.

Da via de’ Macci sino a via delle Casine prese il nome di via del Tabernacolo per la presenza sull’angolo di via dei Macci di un tabernacolo intitolato alla Maria Vergine del Giglio. Questo tabernacolo (ritenuto miracoloso) indusse anche la formazione della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio (25 marzo del 1347) ad opera di giovinetti devoti del Popolo di San Simone. Il Tempio e lo ‘spedale, di cui prima ho accennato (dal civico 8 al civico 14), dopo la chiusura dell’Ordine Templare, fu affidato proprio alla neonata Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio e la cappella compresa nello ‘spedale assunse il nome di Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio.

Da via delle Casine sino all’attuale piazza Piave assunse probabilmente il nome di via San Noferi per la presenza dello ‘spedale dell’Arte dei Tintori (1339) dedicato a Sant’Onofrio, ne rimane testimonianza il tabernacolo di Sant’Onofrio all’incrocio tra l’attuale via dei Malcontenti e via delle Casine. Il tabernacolo presenta (dal lato di via dei Malcontenti) uno scudo con l’insegna dell’Arte dei Tintori, costituita da un pillo e da un mazzapicchio incrociati. Il Tabernacolo aveva, probabilmente, funzione di altare per celebrare le messe del lazzeretto all’aperto. Indico con questo nome questo tratto di strada perchè lo ‘spedale di Sant’Onofrio occupava tutto l’isolato sino all’attuale Via Tripoli e fino quasi alle mura.

La via terminava con una porta che in origine si chiamava porta del Re in omaggio Re Roberto di Napoli (1296-1309) che in quel periodo aveva avuto dai fiorentini la concessione della Signoria; poi assunse sia il nome di Porta San Francesco, in quanto, li nei pressi, era presente un convento dedicato a San Francesco (forse proprio la struttura con annesso orticello che vediamo nel quadro di Borbottoni). La porta assunse anche il nome di Porta della Giustizia in quanto era la porta di uscita dei condannati a morte. L’attribuzione di Porta della Giustizia coincise probabilmente anche con la mutazione del nome della via che la raggiungeva, partendo da via delle Casine, assumendo il nome di via della Giustizia. Poi l’intera via, da Santa Croce alla porta, divenne via dei Malcontenti come dalla pianta di Firenze delineata da Ferdinando Ruggieri nel 1731.

Sia il nome “della Giustizia” che “dei Malcontenti” si rifanno al fatto che questo era l’ultimo tratto di strada percorsa dai condannati a morte prima di arrivare ai Prati della Giustizia, attuale Piazza Piave, dove veniva eseguita la sentenza. Il percorso dei condannati rimase questo sino al 1531, dopo l’assedio, quando la porta fu fatta chiudere da Alessandro de’ Medici per costruire un bastione più fortificato in cui non solo fu distrutta la Porta della Giustizia, ma anche la Zecca Fiorentina, svariate abitazioni e la Chiesetta al Tempio (terminata nel 1936) e costruita subito fuori la porta dalla Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio. Da allora i condannati a morte passarono dalla Porta alla Croce attraverso Borgo la Croce per raggiungere i Pratelli della Giustizia nell’attuale Piazza Beccaria.

Si può immaginare che poi la via fu di nuovo frazionata rimanendo via dei Malcontenti (come è ancora oggi) da via delle Casine sino a Piazza Piave e da Piazza Santa Croce sino a via delle Casine divenne via San Giuseppe in seguito all’apertura dell’omonima chiesa nel 1519, aperta nella stessa sede dove già esisteva una cappella di pertinenza della compagnia di Santa Maria del Giglio e San Giuseppe. Ancora oggi l’Oratorio di Santa Maria Vergine della Croce al Tempio è di pertinenza di San Giuseppe.

La via San Giuseppe ha mantenuto il nome attuale fino ad oggi, tranne per un intervallo di dieci anni, tra il 1934 e il 1944, in cui la strada ha assunto il nome via Ventotto Ottobre, in riferimento alla marcia su Roma del 1922, nome attribuitogli in occasione dell’inaugurazione del Sacrario dei Caduti, con accesso dal fianco di Santa Croce.

Nell’ottobre 1944 è stata riportata al nome originale di via San Giuseppe per poi separarne il primo tratto da Piazza Santa Croce a Borgo Allegri per essere intitolata, nel gennaio del 1988, Piero Bargellini, (scrittore e sindaco di Firenze), assumendo il nome di Largo Bargellini.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Per chi abita in… Da Largo Bargellini a Via dei Malcontenti.

4 pensieri su “Per chi abita in… Da Largo Bargellini a Via dei Malcontenti.

  • 19 Agosto 2019 alle 18:27
    Permalink

    No, non si tratta di quella clinica. Questo me lo ricordo bene. Sono stata alla clinica di S. Giuseppe dove fui operata alle tonsille e alle adenoidi, a quei tempi levavano tutto in ogni caso, da sveglia perchè lo volli io, “perchè volevo vedere come facevano”. Ero piccola avevo 7 anni. No, quella che le ho scritto era proprio in Via S. Giuseppe nelle vicinanze della Chiesa di S. Giuseppe dove sono stata battezzata. Era una clinica a pagamento, cioè i miei sborsano denaro per il ricovero e il resto. Non avrebbe avuto senso infatti essere battezzata alla chiesa di S. Giuseppe se ero nata nel V.le Lavagnini. Si ricordi infatti che a quei tempi battezzavano subito dopo che un bambino era nato, nel mio caso alle dimissioni della mamma e mia dalla clinica. Non era la mia Parrocchia, allora i miei abitavano in Via V. Emanuele II, tutto da un’altra parte. Ho battezzato mia figlia dopo 6 mesi che era nata, allora non sarebbe stato possibile o comunque ci sarebbero dovuti essere dei motivi gravi per giustificare il ritardo, perlomeno credo.

    Rispondi
    • 22 Agosto 2019 alle 19:02
      Permalink

      Salve
      Non sono in grado di aiutarla, mai saputo di una clinica in via San Giuseppe o via dei Malcontenti. Il battesimo non è mai stato obbligatorio.
      Jak

      Rispondi
  • 13 Agosto 2019 alle 23:40
    Permalink

    Interessantissimo questo articolo nel corso del quale si è parlato anche di ospedali. Sono stata battezzata nella Chiesa di S. Giuseppe in Via S. Giuseppe dove all’epoca esisteva una clinica privata gestita da suore, con personale laico, vicino alla chiesa e comunque in Via S. Giuseppe. Questa clinica credo sia stata attiva fino agli anni 60 del secolo scorso. Potrebbe essere stata questa clinica la trasformazione di un antico spedale presente in quella strada? Purtroppo non conosco il nome di quella clinica. So però, me lo disse mia madre, che in quella chiesa fu battezzato lo stesso giorno che fui battezzata io un erede maschio della famiglia Guicciardini che probabilmente era nato nella stesa clinica dove ero nata io. Sto scrivendo tutto questo per dare un contributo alla sua meticolosa ricerca su questa strada storica data la sua importanza. Se vuole, dato che ha le “mani in pasta” può approfondire.

    Rispondi
    • 14 Agosto 2019 alle 9:35
      Permalink

      Salve, la clinica San Giuseppe (è proprio questo il nome che aveva) era in realtà in via Spartaco Lavagnini, circa all’altezza dell’attuale scuola “Istituto Pieraccini”. Anche io sono nato li aiutato dalla mitica Fernandona. Le consiglio di leggere questo articolo: https://www.florencecity.it/quanti-ne-ha-fatti-nascere-a-firenze-la-fernandona/
      Lo’ospedale templare corrispondeva invece agli edifici compresi fra via dei Macci e via delle Concie, ovviamente su via San Giuseppe.
      Jak

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.