autoritratto

Pisa 1833 Firenze 1905

Allievo di Gaetano Bianchi apprende l’arte del restauro e in seguito si iscrive all’Accademia di Firenze.

Con l’amico Telemaco Signorini, conosciuto nel 1853, ama disegnare dal vero in aperta campagna.

Combatte come volontario nella campagna del 1859, alla quale prese parte anche Signorini.

Al ritorno, insieme a pittori come Banti, Cabianca, Pointeau e naturalmente Signorini, sperimenta “scientificamente” gli effetti luminosi all’aria aperta.

L’influenza dell’arte dei Macchiaioli è notevole nelle sue opere che presentano scene domestiche o paesaggi di periferia. Molte sono le vedute del Mugnone spesso popolate da personaggi semplici come renaioli, lavandaie o pescatori e in questi lavori il Borrani imprime una vena di nostalgia per un mondo che sta rapidamente cambiando.


Lascia poi Firenze per trasferirsi a Piagentina dove lavora con Silvestro Lega e Signorini. Passa spesso le estati a Castiglioncello a casa di Martelli e qui incontra Fattori, Sernesi, Abbati.

Nel 1875, con Lega, apre una galleria d’arte che non avrà molto successo. Nella maturità dipinge anche ceramiche per la manifattura di Doccia.

Renaioli sul Mugnone
Ragazze che dipanano la matassa

 

 

Pascolo a Castiglioncello

 

Clara Virgili
Per chi abita in… via Odoardo Borrani.

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