Telemaco Signorini (Firenze 1835-1901)
Studiò inizialmente all’Accademia seguendo i corsi liberi del nudo e soggetti classici, secondo la tradizione del tempo. Frequentò il Caffé Michelangiolo dove si formò il gruppo dei Macchiaioli.
Il Signorini giovane artista viaggiò a lungo in Italia e i suoi viaggi furono occasione di studi dal vero di scorci di città e di episodi della vita contemporanea (Il merciaio di La Spezia, le pescivendole a Lerici).
Prese parte, come volontario, alla guerra del 1859 e tornando in quei luoghi trasse spunto per scene di battaglia di rara capacità interpretativa.
Fu a capo della “scuola di Piagentina” (periferia di Firenze) e lavorò con Sivestro Lega e Odoardo Borrani. In seguito abbandonò la pittura “a macchia” della quale tuttavia conservò le tonalità nelle sue visioni direttamente ricavate dal vero.

Il Signorini soggiornò spesso all’estero principalmente a Parigi, dove tornò più volte, e risentì l’influenza della pittura impressionista, specialmente del Monet, ma si può dire che egli rimase un artista “toscano” per il suo stile serio e misurato.
Sulle rive dell’Arno
Fra gli ulivi a Settignano

 

 

 

 

 

 

Villa fiorentina
Clara Virgili

 

 

Per chi abita in… via Telemaco Signorini.

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