Sono poche le strade del centro di Firenze entro l’antica terza cerchia di mura che nel tempo non hanno cambiato nome almeno una volta. Camminando per le vie di Firenze spesso ci si può imbattere in strade che, oltre all’indicazione della denominazione della strada, sono provviste talvolta di una targhetta dove viene indicato il nome precedente della via . Sono le cosiddette “targhe del già”.

Possiamo troviamo via dei Neri “gia via del Leone”, via dello Studio “già via dei Tebaldini”, borgo degli Albizi “già borgo di Por San Piero”, via Don Giancarlo Setti “già via San Remigio” per la vicinanza alla chiesa, via dei Pepi “già via dell’ Androne”. Ed ancora via Giuseppe Verdi risulta “già via del Diluvio” in un primo tratto per ricordare l’alluvione del 1557 e nel prolungamento troviamo invece l’indicazione di “già via del Fosso”, perché lì c’era originariamente il fosso delle mura della seconda cerchia. Via dei Bardi risulta “già borgo Pidigioso” perché abitato un tempo da persone di basso rango. Via Buonarroti “già de’ Marmi sudici” dall’abitudine di Michelangelo di lasciare a bella vista in quel luogo blocchi di marmo sporchi e logori che doveva utilizzare per il suo lavoro. Lungarno degli Archibusieri è indicato nel cartello come ”già lungarno de’ Castellani”, via della Vigna Vecchia “già via della Giustizia”, via degli Orti Oricellari “già via Trotto degli Asini”.

Le “targhe del già” contribuiscono a mantenere la memoria storica , ci riportano indietro nel tempo, a storie lontane, ad avvenimenti a volte curiosi, a mestieri che oggi non sono più praticati, ma che erano un tempo espressione dell’artigianato di Firenze ed a nomi di famiglie che nel tempo si sono estinte e di cui non ci sarebbe più traccia.

L’ uso di queste targhe risale al periodo appena successivo alla formazione del Regno Unito d’Italia, quando con decreto dell’ 8 settembre 1861 fu fissato lo svolgimento del primo censimento della popolazione dopo l’Unità d’Italia. In quella occasione fu deciso di denominare ogni via in tutta la sua lunghezza con un solo nome, a differenza di quanto era avvenuto nel passato, quando a tratti della stessa strada erano stati assegnate denominazioni diverse. E’ il caso, ad esempio, del nome via Calzaioli che in passato fu attribuito solo al tratto centrale della strada mentre gli altri due prolungamenti avevano i nomi di “canto del Diamante” e “via degli Armaiuoli”. In seguito a quella decisione molti nomi ricchi di storia dovevano scomparire e fu allora che l’amministrazione decise di ricordare alcuni di quei nomi con apposite targhette di marmo da collocarsi sotto quelle che indicavano la denominazione ufficiale della strada e dal 1862 furono murate le prime “targhe del già” che ancora oggi ci accompagnano nelle nostre passeggiate per il centro cittadino.

Marta Questa
Targhe del già.
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