Sembra che l’espressione derivi da un antico passatempo goliardico diffuso a Bologna e Firenze che consisteva nel lanciare tra amici un cappello facendolo passare sopra la testa del proprietario senza farglielo prendere.
Questo gioco si chiamava appunto “fare melina” (volgarmente alla lettera “prendere per le mele”) ed in seguito ha assunto un significato prettamente sportivo, prima nella pallacanestro, poi nel calcio e nelle altre discipline a quadre.
Lo scopo è quello di trattenere il più a lungo possibile la palla con passaggi continui per guadagnare tempo, senza che l’avversario la possa afferrare.
Nel linguaggio comune l’espressione ha assunto il significato di perdere tempo intenzionalmente, tirare più a lungo possibile una situazione, tenere in sospeso una circostanza per un proprio tornaconto.
(da “Adagi ma non troppo” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Fare melina
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