In Via Capponi, dove adesso si trova Palazzo Capponi all’Annunziata, anticamente sorgevano delle modeste casette.
In una di queste case abitava Antonio Susini, allievo del Giambologna, assieme al suo amico Lorenzo Berlincioni.
I due giovani erano conosciuti per essere dei buontemponi, che si divertivano a far chiasso e soprattutto a fare scherzi, che non sempre erano di buon gusto.
Uno degli scherzi più riusciti, ripetuto più e più volte, consisteva nel raggiungere, nel cuore della notte, uno stanzino che si trovava al secondo ed ultimo piano della casa, affacciarsi ad una finestrella che qui si trovava e, sporgendo fuori la testa, imitare alla perfezione il canto del gallo.
Tutti i galli delle vicinanze venivano destati e, ad uno ad uno, cominciavano a rispondere cantando a loro volta.
Gli abitanti del rione, in quei tempi in cui il canto del re del pollaio serviva da sveglia mattutina, brancolando si alzavano da letto, si vestivano e a tentoni scendevano in strada per iniziare la loro giornata lavorativa. A quel punto, tra lo stupito e l’inviperito, si rendevano conto che era ancora notte fonda e che, ancora una volta, i galli avevano cantato a sproposito.
Occorsero molte uscite notturne, prima che qualcuno si rendesse conto che la colpa non era dei poveri pennuti, ma dei due ragazzacci che se la ridevano di gusto.

Gabriella Bazzani
Il falso gallo
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Un pensiero su “Il falso gallo

  • 26 Giugno 2021 alle 14:45
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    “IL FALSO GALLO “, molto divertente !!!

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