Nell’antica cultura contadina il gatto, dietro quella sua aria sorniona, ha sempre rappresentato l’animale ambiguo e opportunista, che non ispirava sempre fiducia tanto da arrivare a essere sinonimo di “sospetto”.
Se si considera che il gatto è notoriamente un mammifero, l’immagine di una gatta che cova veniva usata per descrivere una situazione in cui c’era un elemento stonato, proprio perché era un fatto che nella realtà non poteva accadere.
Quando si dice “qui gatta ci cova” si intende che c’è qualcosa che non convince o una situazione nascosta, poco chiara, esattamente come vedere una gatta che cova, cosa riservata piuttosto alle galline!
(da “Adagi con brio” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Qui gatta ci cova

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