Nello stretto gergo fiorentino le “ciocce” sono le mammelle delle donne e anche questo originale modo di dire si è diffuso prevalentemente tra il popolo dei mercati e delle botteghe della città.
L’adagio “tirarsi su le ciocce” si riferisce in particolare ai seni femminili che, dopo una certa età fatalmente si presentano scesi e rilassati, perdendo irrimediabilmente la tonicità e il volume che caratterizzano gli anni della gioventù.
Dire a una donna “tirati su le ciocce” equivale a farle capire che, davanti a un particolare evento negativo o una situazione sfavorevole, non serve tirarsi su il seno per farlo assomigliare a quello di una volta, tanto prima o poi ricade in basso nella posizione naturale. E’ solo una magra e momentanea soddisfazione.
Infatti questo modo di dire viene usato proprio per far capire che qualunque provvedimento verrà preso, sarà sempre solo una magra e momentanea soddisfazione.
(da “Adagi allegri andanti” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Tirati su le ciocce

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