Toni, una parola tutta fiorentina

Toni
Firenze 1944

Oggi forse meno, ma quando eravamo ragazzi (parlo dei nati fra il 40 e l’80) abbiamo sentito 1000 volte la mamma gridarci dietro uscendo per andare a scuola; “che t’e lo se’ messo i’ toni che oggi t’hai ginnastica!”

I’ toni, e che parola astrusa è mai questa? Conosciuta solo a Firenze e già sconosciuta se si va in provincia.
Il toni a Firenze sarebbe la tuta da ginnastica, nome invece usato nel resto d’Italia. A Firenze la tuta l’è solo quella da lavoro, quella del meccanico o dell’imbianchino per intendersi.

La parola nasce subito dopo la seconda guerra mondiale, dopo che gli americani attraversarono l’Arno a dorso di carro armato sopra la pescaia di San Niccolò e dopo che si furono accampati in modo stabile fra le strade di Firenze. Le truppe, invece che vestire la divisa, si mettevano una tuta di cotone morbido che rendeva più facile e agevole il lavoro. I prodi americani della U. S. Army avevano l’abitudine di cucire sul dorso di queste tute il motto in acronimo “TO New York” cioè TONY.

I fiorentini non avevano mai visto, se non indosso agli atleti, e soprattutto mai usato una tuta ginnica e identificarono la scritta TONY con l’indumento comodo e adatto alla ginnastica. Il fiorentinaccio non solo si abituò a chiamare questo indumento TONI, sostituendo la non italiana Y con la nostrana I, ma probabilmente ne “rubò” qualcuno ai soldati ubriachi fra le vie fiorentine.

Si racconta inoltre che al momento della partenza delle truppe americane fu deciso dallo stato maggiore di lasciare molto materiale che sarebbe stato molto costoso riportare in patria e fra le cose abbandonate ci furono anche i TONI.

TONI che poi finirono in vendita come usato al mercato di San Lorenzo. I fiorentini continuarono quindi ad usare le tute americane per molto tempo consolidando la parola TONI nel suo ruolo lessicale.

Jacopo Cioni
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2 pensieri su “Toni, una parola tutta fiorentina

  • 6 aprile 2017 alle 14:26
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    La mia nipotina (5 anni) ha deciso di mettersi a dieta ed io per incentivarla le ho promesso, che sabato pomeriggio andremo insieme per comprarle un ‘tony’. Domande a manetta dai suoi genitori, di cui mia figlia è la mamma, da mia moglie, aspetto anche quelle di mio figlio, (che vive all’estero) e persino quelle delle maestre dell’asilo per sapere chi è sto ‘tony’. Ma io…..sono un uomo di ‘panza’. (lo dirò a tutti comunque la settimana entrante.

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