Il Verrocchio è nato a Firenze tra il 1434 e il 1437 vicino alla parrocchia di Sant’Ambrogio, infatti la sua casa natale si trova oggi tra via dell’Agnolo e via de’ Macci. Figlio di Gemma e di Michele di Cioni (Cione) fabbricante di piastrelle è il quinto di una nidiata di otto Bimbi.

Iniziò a lavorare, come orafo, nella bottega di Giuliano Verrocchi da cui deriva il suo soprannome “il Verrocchio”, soprannome che poi gli è rimasto attaccato per tutta la vita. La sua carriera su progressiva, ma ebbe una crescita esponenziale al momento che fu chiamato alla corte di Piero e Lorenzo de’ Medici. I mecenati lo ritennero artista di pregio e gli concessero i loro favori e il Verrocchio li ricambiò rimanendo alla loro corte tutta la vita.

Presso sua bottega si formarono molti allievi di varia grandezza, il Botticelli, Leonardo da Vinci, il Perugino, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Francesco Botticini, Francesco di Simone Ferrucci, Luca Signorelli, Bartolomeo della Gatta. Verrocchio amava approfondire ogni tecnica diversa in campo artistico, tanto che nella sua bottega si praticava pittura, scultura, oreficeria e decorazione. Quest’ultima una pratica diffusa all’epoca, dove l’arte e l’artigianato si mescolavano fra loro.

Il nome del Verrocchio compare per la prima volta in un documento che risale al 1452 in seguito ad una rissa che lo vede coinvolto. Viene accusato di aver ucciso, con una sassata, un ragazzo quattordicenne, Antonio di Domenico, verrà però scagionato dall’accusa risultando innocente. Il suo nome come artista è invece presente in uno dei suoi primi lavori, ed è riferito alla pittura del coro del Duomo di Prato, eseguita nel 1460 insieme a Filippo Lippi.

Svariate le sue opere successive, nel 1465 realizzò in scultura il lavabo della Sagrestia Vecchia in San Lorenzo e nella stessa chiesa realizzò il monumento funebre a Cosimo de’ Medici, terminato nel 1467 e posizionato nella cripta sotto l’altare. Realizzò anche il monumento funebre per Piero e Giovanni de’ Medici, un esempio interessante rispetto allo studio della luce, che attraverso un reticolo di bronzo, esalta le policromie dei materiali.

Un altro lavoro commissionatoli dal Tribunale di Mercatanzia fu l’Incredulità di San Tommaso per Orsanmichele. Nel 1475 terminò il Battesimo di Cristo a cui collaborò il suo giovane allievo Leonardo da Vinci e che oggi è esposto presso gli Uffizi.

Potremmo continuare ad oltranza e citare tutte le opere che il Verrocchio ha prodotto e ci sono giunte a testimonianza, ma potete trovarle ovunque e farvene un’idea. Vorremmo sottolineare invece che la capacità artistica, la variabilità tecnica ed interpretativa di cui era capace, non erano inferiori ad un’altra sua dote di eccezionale levatura, la capacità di insegnare. Molti sono stati artisti di primissimo piano, anche superiori al Verrocchio, ma pochi hanno saputo trasmettere tecnica e amore, studio e passione come ha fatto il Verrocchio e se oggi abbiamo un Leonardo da Vinci non solo “ingegnere” precursore, ma magnifico artista, lo dobbiamo a come il Verrocchio formava questi artisti nella sua bottega.

Fotografia di Giorgio Mattioli

Morì a Venezia nel 1488 dopo essersi trasferito negli ultimi anni della sua vita, ma dopo la morte ha ritrovato la strada di casa ed adesso riposa presso la chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze.

Concludo con un sorriso pensando che evidentemente non discendo, dato il cognome, dal Verrocchio o se di avo trattasi, nulla ha passato di genetico al sottoscritto che in campo artistico scarseggia in maniera vergognosa.

Jacopo Cioni
Jacopo Cioni
Andrea di Cioni, noto come il Verrocchio.

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