L’origine di questo termine è incerta e piuttosto controversa, unica cosa assodata è la provenienza napoletana o quantomeno delimitata alla regione campana.
Se si vuole però seguire la tradizione popolare, con il termine “cafoni” venivano chiamati i contadini, spesso rozzi e ignoranti, che scendevano in città dalle zone collinari e montane circostanti nei giorni di mercato o della fiera degli animali.
Questi uomini portavano delle grandi funi arrotolate intorno alle spalle o alla vita che dovevano servire per l’acquisto di animali, ma spesso, a causa della grande calca e relativa confusione che si creava al mercato, per non perdersi si legavano tra di loro con la fune formando un improbabile e ridicolo serpentone.
Gli abitanti della città ovviamente li individuavano e li schernivano, deridendoli e apostrofandoli in dialetto: “chilli c’a fune”, quelli con la fune. Da qui il termine “cafone”.
(da “Adagi ma non troppo” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore.)

Franco Ciarleglio
Cafone
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