SCOOP INCREDIBILE: IL VATE E’ TORNATO! UNA FORTUNATA INTERVISTA

Sono rientrato da pochi giorni da una vacanza al mare Adriatico, precisamente a Rimini dove passo i miei giorni di relax. Quest’anno con la pandemia che sconvolge tutto il mondo, ho temuto di non poterci andare. Passo la maggior parte della giornata in casa al fresco, dato che fuori ci sono temperature equatoriali, impegnandomi nei miei passatempi preferiti. Leggere libri di Storia, riviste di Storia, qualche libro di letteratura, collezionare francobolli, e scrivere qualche racconto sulla rivista FlorenceCity.

Ieri mattina uscendo dal bagno dove faccio la doccia giornaliera per avere un pò di refrigerio, sento squillare il cordless. Mi avvicino con poca voglia di rispondere. Vorranno offrirmi qualche contratto per l’Adsl illimitata a 9,90 euro. Appena alzo la cornetta e dico pronto? Sento una voce parlante fiorentino.

J: Buon giorno, sono Jacopo Alighieri, desidero parlare con il signor Alberto Chiarugi.

A: Gli rispondo educatamente; Non mi interessa niente!

Ma l’altro insiste.

J: Le voglio fare una confessione: il suo nome mi è stato dato da una rivista alla quale lei collabora.

A: Si, scrivo qualche articolo per la rivista FlorenceCity sui personaggi e gli avvenimenti cittadini, e ci riesco a detta del direttore, abbastanza bene.

J: Ha capito chi sono?

A: Se non ho udito male, Jacopo Alighieri e allora?

J: Sono il figlio di Durante Alagheeri.

A: Perché mi prende in giro? Non ho tempo da perdere, la prego riattacchi e non faccia altri scherzi.

J: Gentile signore, non prendo in giro nessuno! Le ripeto, le do una notizia esclusiva. Mio padre Durante Alagheeri, ha chiesto e ottenuto dal Padreterno di rivedere per una volta, dopo molti anni di assenza la nostra amata Florentia.

A: Insisto, si copra la testa, il sole picchia forte!

J: Non scherzo! Anzi la invito a venire ad intervistare mio padre. La autorizziamo a farla. Fissiamo l’orario, va bene domani mattina alle dieci in piazza Santa Croce alla fontana?

A: Incredibile! Perché avete scelto proprio me invece di qualche professore di Storia Medievale? Non ritengo di essere in grado di fare questa intervista.

J: Allora accetta? Ho poco tempo da passare sulla terra, devo rientrare nell’empireo e confermare al mio babbo e a San Pietro della intervista. La prego non porti quell’aggeggio infernale che cattura le immagini, tanto non lo potrà usare per ritrarci, solo lei ci potrà vedere.

A: Va bene confermo la mia venuta per domani mattina, buon giorno.

Ho riattaccato il telefono, mi sono fatto un pizzicotto per confermare di essere sveglio. Niente sono ben desto! L’orologio a muro mi conferma il passare de tempo. Domani mattina andrò all’appuntamento, farò la richiesta intervista mentre condurrò il Vate in giro per Firenze.

Mi sono alzato per tempo, ho portato fuori il cane e ho acquistato il giornale. Colazione, scorsa veloce del quotidiano, doccia scozzese per essere ben sveglio. Esco di casa alle nove precise, salgo sul tranvai per arrivare in piazza dell’Unità Italiana al Capolinea. Scendo, e mi incammino a passo svelto verso piazza Santa Croce. Un pensiero mi tormenta: Perché proprio io? Il direttore della rivista crederà al mio scritto?

Sono arrivato alla fontana, li vedo, stanno parlottando fra loro. Mamma mia che emozione, ho il cuore con i battiti a mille. Si girano verso di me. Indossano abiti risalenti al tredicesimo secolo. Il poeta indossa il vestito con il quale è affrescato nella cappella del Podestà in Bargello. Giotto, lo ha dipinto realisticamente. Abito rosso, cuffia dello stesso colore, colorito olivastro, naso aquilino, mento sporgente. Si, è lui! L’altro indossa un abito della stessa foggia ma di colore diverso.

Quello giovane fa cenno di avvicinarmi. Bene, si comincia! Mi avvicino ai due, e il giovane (deduco sia Jacopo), mi presenta al Vate.

J: Babbo, questo è il signore che ci porterà in giro.

D: Piacere, sono Durante Alagheeri.

A: Onorato di conoscerla. La ringrazio per avermi scelto.

Un passante, sentendomi parlare da solo, mi squadra da capo a piedi, borbotta fra sé: Ellé i’ccardo!

A: Possiamo iniziare, attraversiamo la piazza e rechiamoci alla sua statua.

D: Bella, e somigliante! Non potevo sperare meglio.

A: Ci avviciniamo alla chiesa. Prima di accedere un solerte dipendente della Opera mi misura la febbre, i due invisibili mi guardano stupefatti. Entrati andiamo al suo Cenotafio vuoto.

Giunti davanti alla tomba vuota, il poeta l’ammira apprezzandola per la bellezza.

D: Il Cenotafio è bello e degno di contenere le mie ossa. Ma sono stato esiliato, adesso riposo a Ravenna. Guido Novello da Polenta, mi ha accolto nella sua corte, e trattato da amico.

A: Ha bramato di poter un giorno rientrare?

D: Era il mio sogno. Volevo essere incoronato poeta nel mio bel San Giovanni, ma le umiliazioni che avrei dovuto subire, mi hanno costretto a non tornare. Avrei chiesto il perdono per le accuse infami che i miei avversari mi avevano lanciato. Ma l’umiliazione pubblica no! Avevo una dignità, una integrità da salvaguardare.

J: Hai ragione babbo, il giro sull’asino per le strade di Fiorenza, con al collo un cartello con tutte le infamie di cui ti accusavano, era troppo!

A: Per questo non volle umiliarsi, preferendo restare in esilio?

D: Si! Il tempo scorre, devo fare in fretta, andiamo al Battistero passando dalla mia casa, voglio rivedere la mia abitazione e la Torre della Castagna, dove ho abitato da Priore.

Ci siamo avviati verso il Museo Casa di Dante, passando dal Palazzo del Bargello e dalla Badia. Arrivati alla loro abitazione, il Poeta si è soffermato pensoso mentre le lacrime gli rigavano il fiero volto.

D: Qui sono nato, ho visto per la prima volta Beatrice, la donna dei miei sogni, ho abitato dopo aver sposato Gemma Donati la mia amata moglie che ha diviso con me l’esilio. E qui sono nati i miei figli, la mia gioia!

J: Basta babbo, così ti fai solo del male. Su proseguiamo verso il Battistero.

Passando davanti alla loggia dei Cerchi, ha avuto la forza di guardare il palazzo del suo antico compagno, ma non ha degnato di uno sguardo il palazzo del suo nemico Corso Donati.

Siamo giunti davanti al Battistero. Ha visto per la prima volta la chiesa di Santa Maria del Fiore, eretta al posto di Santa Reparata.

D: E’ bellissima, e imponente, il suo costruttore l’ho conosciuto in Paradiso. Un grande Genio!

J: Santa Reparata era divenuta piccola, ma questa è grande! La cupola, una costruzione incredibile!

A: Vogliamo entrare?

Sulla porta del Battistero, mi misurano la temperatura, e entriamo.

D: E’ come la ricordavo, è cambiata poco.

A: Lei ha raccontato di aver salvato un bambino, sfuggito dalle braccia del battezzatore rischiando di affogare.

D: Venivamo battezzati due volte l’anno, c’era al centro della chiesa una grande vasca con delle rientranze dove i battezzatori immergevano il bambino da battezzare. Quella volta, il bambino cadde dalle braccia del battezzatore, finendo nell’acqua rischiando di affogare. Ero nei pressi e vedendo l’accaduto, con forza buttai giù la balaustra in coccio pesto e salvai il bambino.

J: Il mio babbo forte e generoso.

A: Grande!

D: Bene, è giunto il momento di salutarci, grazie per avermi fatto rivedere la mia città, so che avete sofferto per una pestilenza, ma i miei concittadini sono forti, Vinceranno!

J: Grazie di tutto, dobbiamo tornare da dove siamo venuti, spero venga un giorno in cui potremo rivederci.

A: Onorato di avervi conosciuto, e di avervi dato questa piccola gioia. Addio!

Malgrado fosse mezzo giorno di una mattina di estate, è scesa una leggera nebbia, i due viaggiatori del tempo sono stati avvolti da questa caligine. Quando un attimo dopo è riapparso il sole, i miei amici viaggiatori del tempo non c’erano più.

Mi sono incamminato per andare a riprendere la tramvia, mi prometto di non raccontare a nessuno di questo strano incontro. Domani scriverò di questa intervista inaspettata. Chissà se il direttore la pubblicherà, oppure mi consiglierà un bravo psicologo.

NdR. e tu ti potei fa fa l’autografo sui divino libro!

Alberto Chiarugi
Interviste impossibili: Il Vate è tornato

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