Sapete cosa sono le impannate? Forse ne avete sentito parlare, durante qualche visita in palazzi del Trecento o Quattrocento. Ad esempio, a Palazzo Davanzati esiste proprio la Camera delle Impannate.

No, non si tratta di giovani donne così appellate per chissà quale strano motivo. Le impannate sono un tipo di finestra molto diffuso in quel periodo storico.

Erano poche le famiglie che potevano permettersi delle finestre come quelle che oggi abbiamo in ogni casa; soltanto le chiese e i palazzi governativi, di norma, erano decorati con vetri, spesso colorati.

Tutte le finestre avevano un telaio in legno; al telaio erano fissati i vetri, nei pochi casi di cui sopra, o, in sostituzione di questi, al telaio in legno erano fissate delle pezze di panno sottile, quasi sempre lino, imbevute di trementina o di sostanze oleose, che le rendevano resistenti alle intemperie e alle sferzate di vento e proteggevano dai raggi troppo violenti del sole, ma rendevano gli ambienti scarsamente illuminati.

Ecco, queste erano le “impannate”. Dei semplici teli di lino o altra stoffa “cerati” da sostanze oleose che venivano stesi e fissati con bullette ai telai delle finestre.

Solitamente alle impannate veniva lasciato il colore naturale della stoffa, cioè il bianco, ma accadeva pure che ve ne fosse qualcuna dipinta.

Molti palazzi fiorentini avevano le impannate: tanto per citarne qualcuno, Palazzo Strozzi o Palazzo Davanzati.

Ne possiamo vedere alcuni esempi in dei dipinti, tra cui un dipinto di Raffaello, chiamato proprio “La Madonna dell’Impannata”, poichè nel quadro, sullo sfondo, si nota proprio una di queste finestre.

Gabriella Bazzani
Le impannate
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Un pensiero su “Le impannate

  • 13 Novembre 2021 alle 17:43
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    Grazie- mi fa sempre piacere imparare nuove cose sulla mia adorata Firenze.

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