Da tempo immemorabile il suono a distesa delle campane era un segnale di allarme e di pericolo per borghi e città e comunque il suono delle campane scandiva e regolava ogni momento della vita quotidiana.
La Montanina era la campana del Bargello e suonava nelle circostanze più tragiche (esecuzioni, chiamata alle armi, coprifuoco notturno), la Martinella in origine era montata sul Carroccio e accompagnava i fiorentini durante la battaglia, adesso è sulla Torre di Arnolfo e richiama i fiorentini all’adunanza, la Piagnona era la campana della chiesa di San Marco mentre la Marzocco o Campana del Leone suona i rintocchi delle ore sulla cima della Torre di Arnolfo.
Per analogia ancora oggi con la frase “stare in campana” si intende stare in guardia, essere vigile e pronto quando ci si trova in una situazione delicata o pericolosa, stare all’erta per qualunque evenienza.
(da “Adagi ma non troppo” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio
Stare in campana
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Un pensiero su “Stare in campana

  • 19 Giugno 2022 alle 19:36
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    È tutto vero. Il significato di questo “detto” viene proprio da lì. A Firenze il suono delle campane regolavano la vita quotidiana, come oggi si fa con l’orologio.

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