Pare che sia stato proprio Giovanni Boccaccio ad aver usato per primo questa colorita espressione nel suo Decamerone.
Il “becco” rappresenta l’uomo tradito dalla moglie e l’immagine che lo raffigura nel modo più efficace è quella del caprone con le grandi corna ricurve, che in fiorentino si chiama appunto “becco”. Pensiamo per esempio allo stemma dell’Arte e Corporazione dei “beccai”, gli antichi macellai, che riproduceva un montone nero rampante in campo dorato.
Il termine “bastonato” in questo caso ha il significato di mortificato o umiliato, per cui l’intera frase “becco e bastonato” si deve intendere come “avere il danno e la beffa” o “subire un’offesa ed essere ricoperto di ridicolo”.
(da “Adagi ma non troppo” di Franco Ciarleglio, Sarnus Edirore)


