Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via vai continuo di turisti in cerca del panino migliore, della schiacciata più unta e farcita, l’importante è
Via de’ Neri



Oggi la conosciamo come la via dove c’è l’Antico Vinaio (e decine di altri locali uguali). Da mattina a sera è un via vai continuo di turisti in cerca del panino migliore, della schiacciata più unta e farcita, l’importante è

Avete presente, in Piazza Signoria, quel graffito sul fronte di Palazzo Vecchio, accanto al portone di ingresso, nascosto da Ercole e Caco del Bandinelli? Per chi non sa di cosa parlo, la leggenda narra che un giorno Michelangelo, mentre si

Nei tempi andati, la zona che oggi definiamo “Le Cure” veniva identificata con un vasto territorio disseminato di campi coltivati, sui quali sorgevano anche ville e casali: il tutto faceva parte del Popolo di San Marco Vecchio. La denominazione “Cure”

Alla fine del XV secolo, l’igiene era un concetto molto vago: non esistevano reti fognarie e per le strade si accumulavano rifiuti ed escrementi. In quel periodo comincia ad attecchire il concetto della paura dell’acqua, che veniva vista come principale

La Madonna del Puzzo, opera in terracotta di Mario Mariotti, è situata in una nicchia sulla Torre dei Marsili (angolo via Toscanella – Borgo San Jacopo). Mariotti aveva modellato la Madonna del Puzzo nel 1984, quando via Toscanella era maleodorante

IL MIRACOLO DEL GROSSONE In Santo Spirito, nel giorno della Passione, era esposto alla venerazione dei fedeli un “grossone”. Si trattava di una moneta d’argento, di uso comune, con impressa su una faccia l’immagine di Cristo e di Maria. Di

Vi siete mai chiesti da cosa tragga origine il modo di dire “a stretto giro di posta”? Quando la posta veniva consegnata tramite diligenze trainate da cavalli, se la missiva era urgente, la risposta veniva spedita con la stessa diligenza

Nel Giardino di Boboli, nel piano sopra la vasca del Nettuno, si trova la statua della Dovizia, che reca una lapide a ricordo del fatto che, nel 1636, quando una grande carestia affliggeva l’Europa, la Toscana non ne soffrì. La

A Firenze, nel Trecento, le donzelle amavano acconciarsi i capelli in modi piuttosto stravaganti. Naturalmente il tipo di acconciatura variava molto anche in ragione del ceto sociale della donna. Ad esempio, l’acconciatura più comune per una donna del popolo consisteva in

Durante il periodo del Risorgimento, Firenze fu la città simbolo della cultura italiana. La città che, con la sua storia, meglio illustrava la grandezza del genio italiano e la ricchezza della Città – Stato che aveva reso grande la Penisola

In Piazza San Pier Maggiore, vicino al famosissimo Arco di San Pierino, ancora oggi si nota una struttura particolare: si tratta degli archi del portico della chiesa di San Pier Maggiore, distrutta alla fine del XVIII secolo, L’apertura sotto la

Firenze vanta primati in moltissimi settori, tra i quali non dobbiamo dimenticare un’attività artigianale ed artistica di grande vanto: il ricamo. Fin dal Trecento l’arte del ricamo è stata denominata “OPUS FLORENTINUM”. Un tempo era riservata esclusivamente alle suore, che