Una figlia amorosa
Seconda parte
Il 18 agosto del 1601, allo scienziato, mentre si trovava presso lo Studio di Padova per insegnare matematica, gli nacque una seconda figlia dalla convivente veneziana Marina Gamba. La piccola venne denunciata come la sorella maggiore “nata da atto di fornificazione”. La piccola venne battezzata nella chiesa di San Lorenzo in Padova, con il nome di Livia. Anche a lei, come aveva fatto con la primogenita Virginia preparò l’oroscopo. Livia come la sorella entrò nel convento di San Matteo in Arcetri Firenze. Nel 1617 al compimento del sedicesimo anno di età, prese i voti come monaca di clausura con il nome di suor Arcangela. Non ci sono lettere indirizzate al padre, tenuto agli arresti domiciliari senza vedere alcuno. Di lei si trovano notizie nella fitta corrispondenza fra la sorella Virginia e il padre.
A differenza della sorella, non ha mai accettato la vita monastica, per questo porta rancore al padre che la rinchiusa nel convento. Si ammala spesso e ha frequenti indisposizioni, rifiuto della rigida etichetta conventuale e il non assumere responsabilità verso i compiti che le venivano assegnati. Tutto questo veniva raccontato da Virginia nella corrispondenza con il padre. Solo così Galileo poteva avere notizie di Livia. Questo rifiuto e la non accettazione di quella vita di segretazione, contribuirono a scavare una incolmabile distanza. Questo distacco si protrasse fino alla morte dello scienziato. Livia ha il carattere di sua madre, come lei è irruenta e dura, non perdonando al padre di averla fatta entrare in un convento di clausura, e questo era dovuto al fatto, che il padre aveva preso questa decisione essendosi molto indebitato per dare alle sorelle una dote matrimoniale e aiutare il fratello nel mantenimento della numerosa famiglia e in difficoltà con il suo lavoro di musico. Malgrado le frequenti malattie e la dura vita conventuale, Livia, ebbe una lunga vita. Si spense nel monastero di Arcetri alla età di 58 anni.



Galileo, non mise in convento le figlie contro la loro volontà, solamente, aveva dovuto fare la dote a sua sorella e a aiutare il fratello Vincenzio a mantenere la numerosa famiglia in un momento in cui il fratello durava fatica a sbarcare il lunario, avendo difficoltà nel lavoro di musico.
Scusate, sto leggendo con molto ritardo la newsletter, ma desidero dire quello che penso.
Avevo letto o mi era stato detto, moltissimo tempo fa, che Galileo Galilei aveva avuto 2 figlie ed entrambe erano state messe dal padre in convento, contro la loro volontà. E, mentre la prima aveva accettato la vita conventuale, la seconda no, proprio per niente, ma dovette restare in convento tutta la vita.
Inoltre c’è da dire che Galileo mai si sposò ed allora non era come oggi, la convivenza non esisteva e quindi mentre lui ne usciva pulito o quasi, la donna era tacciata di tutto quello che si poteva dire all’epoca di una donna non sposata che viveva con un uomo. Sinceramente io avevo pensato all’estrema avarizia di Galileo, chiaramente per sposarsi ed avere dei figli occorre per forza sostenere dei costi e facendo così, lui li aveva scansati, ma che spingesse le figlie in convento per non sostenere neppure un minimo di spese mi parve all’epoca realmente troppo e Galileo non è mai stato il mio scienziato preferito. Ora però che ho letto l’inizio della storia l’ho un pò rivalutato, anche se, a mio parere, non ci si comporta così con i figli e sinceramente non mi pare un “Grande”.
Bravo, storia interessante,già un po’ conoscevo già, visto che sono nato in via Suor Maria Celeste,e la mia famiglia è vissuta in quel posto per 50.anni.quando si parla e si scrive di Arcetri,Via Suor Maria Celeste,la Scuola elementare,e la Chiesa.ancora mi emoziona.grazie per il suo Lavoro.