Nelle campagne toscane, come del resto anche in tutta Italia, il lupo è stato considerato come la personificazione del male. Feroce, insaziabile, astuto, il lupo ha sempre rappresentato per contadini, cacciatori e pastori di greggi un pericolo reale e sempre presente seminando morte e terrore tra gli abitanti di vallate e montagne.

Non a caso infatti, nelle favole e nelle leggende il lupo rappresenta di solito “il cattivo”, come ad esempio in Cappuccetto Rosso, Pierino e il lupo, I tre porcellini e San Francesco e il lupo, e come tale va eliminato o redento.

L’espressione “in bocca al lupo” acquista così un significato scaramantico, un augurio che possa allontanare un evento dannoso e indesiderato. E’ una metafora nella quale si augura infatti a qualcuno di andare direttamente a cacciarsi in mezzo ai guai, tanto è vero che come scongiuro si risponde: “crepi il lupo”!

(da “Adagi ma non troppo” di Franco Ciarleglio, Sarnus Editore)

Franco Ciarleglio Priore e Narrator Cortese
In bocca al lupo!
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