Per il fiorentino mangiare in centro è diventata un’impresa non da poco. Riuscire ad evitare trattorie e ristoranti che servono cibo “da turista” è più facile a dirsi che a farsi; e te ne accorgi sempre dopo, quando tiri le somme, e non solo hai mangiato male ma hai speso anche troppo.

Praticamente tutti i ristoranti in centro sono “da turista” ed anche svariati locali storici, dove si poteva ancora mangiare un toscano decente si sono imbarbariti a preparare piatti dozzinali adatti a papille non avvezze. E quindi quando sei in Piazza Signoria dove vai a mangiare? Marione di solito non tradisce.. e poi?

E poi c’è Trattoria Alfredo, in via dei Leoni, proprio dietro Palazzo Vecchio.

La trattoria è davvero vecchio stampo, anche negli arredi, ma è onesta con il cibo e con il conto. Le ricette sono ancora quelle di Alfredo Lettieri, tanto che le hanno raccolte in un libro che può essere acquistato.

Il menù è semplice e per semplice intendo che c’è scritto quello che ti danno. Niente “… sul letto di…” o “…intrisa in una nuvola candita…”, C’è scritto penne alla carrettiera e ti arrivano le penne alla carrettiera. Pici al cinghiale e sono pici al cinghiale. Scaloppina? Cavolo è una scaloppina ai funghi porcini! E poi le porzioni sono corrette, niente cupole di pasta, ma una dose che ti permette di riempirti lo stomaco come Dio comanda.

Con mia moglie abbiamo preso dei crostini toscani in attesa che cuocessero i pici al cinghiale e le tagliatelle al ragù bianco di Cinta Senese, mezzo litro di bianco, una bottiglia di acqua e siamo usciti più che soddisfatti. Crostino nero come si fanno in Toscana, pasta cotta correttamente e ragù giustamente unto, come deve essere.

Per fortuna esistono ancora questi luoghi per i fiorentini, purtroppo sempre più rari, e chissà quanto dureranno ancora. Quindi Alfredo, ci vediamo alla prossima.

Jacopo Cioni Gran Cerusico
Trattoria Alfredo una delle poche vere
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2 pensieri su “Trattoria Alfredo una delle poche vere

  • 11 Luglio 2025 alle 15:07
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    Alfredo…. Marione…. E chi se li dimentica?! Noi ci andavamo spesso alla fine di un esame andato bene, con la paura ormai già digerita e lo stomaco vuoto e pronto al piacere…
    Alfredo…. Marione… con la cucina a vista e l’arista girata sullo spiedo e gocciolante goduria nella leccarda…
    Si andava spesso anche dal Coco Lezzone… Lì il menù consisteva in poche voci e sempre le stesse: tagliatelle al ragù, carrèe di vitella , arista al forno e il venerdì il consueto baccalà coi ceci… E se arrivavi fuori orario e ti sedevi per ordinare il “capo” ti guardava con rammarico e ondeggiandoti la destra sotto il naso,, “Adddiiiooo – ti diceva – E un ce n’è più, t’avei a venire prima..
    E con lo stesso tono lo diceva al Principe Corsini se anche lui arrivava in ritardo. Eravamo tutti uguali, nobili e plebei , e a tutti lui dava del tu.

    E, poi come dimenticare Narciso, dove si respirava il “bono” e un atmosfera da Vasco Pratolini?

    Molti anni dopo l’alluvione ci ritornammo in gruppo da Narciso. Lui stava sempre vicino al banco seduto su uno sgabello e spesso veniva ai tavoli per scambiare due parole coi clienti e chiedere se tutto andava bene. Un nostro amico gli chiese: Mi riconosci Narciso? Sono uno degli angeli del fango.. Sai quanta mota ho spazzato via da questi locali ? … E alla fine ci è arrivato sul tavolo un vassoio pieno di cantuccini di Prato , dei gottini colmi di Vin Santo… e un sorriso bonario di gratitudine.

    Alfredo… Marione…. Coco Lezzone…. Narciso… Hanno dato sapore ai nostri ricordi, proprio il caso di dirlo. Sapore genuino di Toscana e …. di toscani semplici e veraci

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