1 parte: prologo
2 parte: Le abitazioni, i mobili e le differenze tra case povere e ricche
3 parte: Abbigliamento
4 parte: L’alimentazione
5 parte: Il tempo
6 parte: Nascita e matrimonio
7 parte: La morte
8 parte: La famiglia e le donne
9 parte: Serve, illegittimi, donne e concubine
10 parte: Firenze la città
11 parte: Le strade e la vita in esse
12 parte: L’Arno i suoi ponti e la statua di Marte
13 parte: Istituzioni e finanze
14 parte: La giustizia
15 parte: Esercito e polizia
16 parte: Aumento della popolazione
17 parte: Borghesia, popolo, poveri, mendicanti, ladri e viziosi
18 parte: Le feste e i giochi d’azzardo
19 parte: La giornata lavorativa
20 parte: Le arti
21 parte: Commercio, industrie e banche
22 parte: I salari
23 Il clero
24 Le chiese, i conventi, gli ordini
25 Ordini e confraternite
26 Il culto, la predicazione, le processioni e il pellegrinaggio
27 La religione e la superstizione
28 Gli ebrei
29 Gli eretici
30 La scuola
31 L’università
32 La medicina
33 La matematica
34 Teatro
35 Ritorno al futuro
La scuola
Nel medioevo la scuola gratuita e laica ovviamente non esistevano. L’istruzione nella Firenze di Dante era sentita come una necessità da parte dei borghesi e dei chierici, indispensabile per l’aristocrazia. Ovviamente era inaccessibile al popolo comune e ai contadini.
Tra gli 8.000 e i 10.000 ragazzi frequentavano quelle che oggi  chiameremmo scuole elementari, circa un decimo della popolazione di Firenze. L’insegnamento elementare e secondario si proponeva di preparare alla vita attiva, quindi il saper leggere e fare i conti. Lo studio speculativo era riservato ai chierici e agli universitari. Le arti di ‘ornamento’ come la danza, il canto, la poesia, la musica e il disegno erano prerogativa delle ragazze dell’aristocrazia e della grande borghesia.
L’accesso alle scuole secondarie o a quelle superiori ovviamente era molto limitato rispetto ad oggi, sfioravano si e no lo 0,5%. S’impara quasi tutto a memoria anche perché i libri hanno un costo eccessivo. Lo stesso insegnante ne possiede pochi, considerando che una biblioteca che possiede dodici volumi per un privato era considerato un fatto considerevole. Spesso non sono neanche letti, servono solo ad accrescere il tesoro dei privati o delle chiese. Sono rari e costosi perché sono tutti manoscritti e la loro produzione fatta a mano è assai lunga ed esosa. Gli insegnanti sono molto severi, si distinguono per il loro vestiario e per le loro punizioni corporali inflitte agli scolari negligenti.
L’insegnamento elementare è in mano ai chierici, già nel XII secolo però arriva ed essere esercitata anche dai laici.
A Firenze ci sono circa cinque doctores puerorum, uno di questi si chiama Romanus come attesta un documento del 1277 della famiglia Alighieri, probabilmente il primo maestro di Dante. Questi maestri formavano un’Arte insieme ai maestri d’abaco e di grammatica.
Dante andrà a scuola come tutti gli altri ragazzi nella scuola primaria, in un’età compresa tra i sei e i sette anni fino agli undici, imparando a leggere, scrivere, fare i conti e redigere atti notarili. La scuola cominciava il 29 settembre, solitamente i ragazzi si recavano a casa del maestro che poteva essere assistito da un collega. Il maestro riceveva un salario fissato assai modesto, tanto da essere esentato dal pagare imposte. Aveva il diritto di essere appellato con il titolo di ‘Ser’, condiviso con i notai e i medici. Poteva ricevere anche dei doni in natura durante le festività o nel periodo degli esami.
Le ragazze seguivano l’insegnamento da delle donne: arti domestiche, danza, musica, un educazione atta a farle divenire brave donne e a farle acquisire capacità per poter condurre una famiglia.
Scuola media. Intorno agli undici anni, solo un ottavo degli allievi della scuola primaria continuavano i propri studi. Per prepararsi al mestiere di dirigenti seguivano la scuola di abaco o di algorismo, imparando il calcolo, l’astronomia, la geometria, l’algebra e il calcolo finanziario. Un importante insegnamento era quello dei ‘portolani’, ovvero lo studio delle coste del mondo allora conosciuto, uno degli studi più ricercati a Firenze.
Meno diffusi gli studi umanistici o letterari come la grammatica, che durava tra i due e i tre anni. Il primo ciclo sulla grammatica era basato sull’ insegnamento di Donato, grammatico romano della metà  del IV secolo. Il secondo ciclo invece sull’ insegnamento di Prisciano, grammatico latino della seconda metà del V secolo. Lo studio era volto alla lingua latina e ai classici di questa letteratura.
Viaggio indietro nel tempo nella Firenze di Dante, parte 30

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